Val Varaita Trail 2018 - 1/2 race report


Si puo' essere ultimi anche prima di iniziare una competizione, non so neanche come spiegarlo ma e' cosi'. Puoi essere preparatissimi, convinti di farcela, sapere che quella è la tua gra, ma poi quando esci dalla macchina che hai miracolosamente parcheggiato vicino alla partenza, proprio quando appoggi il piede sull'asfalto ti rendi conto invece che non e' come avevi previsto. E' un giorno di pioggia, forse come molti altri, ma è un giorno che hai gia' raccontato a te stesso, perchè lo hai gia visto nella tua testa anche se non lo hai ancora vissuto.

Si puo' essere ultimi ad ordinare una birra al pub oppure ultimi ad alzarsi la mattina dal letto perchè non ne hai voglia enoncelapuoifare poi invece ti rendi conto che puoi anche primeggiare ordinando per primo l'ultima brioche al bar o a rispondere positivamente eperprimo alla domanda del tuo capo ufficio. la clessidra del primo e dell'ultimo si capovolge mettendo in discussione i punti cardinali del nord e del sud.


trova l'intruso
domenica è stata una domenica in salita molto di più del dislivello che avrei dovuto percorrere. In alto ci sono lingue di neve ricordo di questo lungo inverno, poco più in basso nebbia grandine e vento, ancora poco sotto pioggia a tratti fitta a tratti solamente avvolgente.

Luca con la sua tenacia e tutto il suo entusiasmo ha messo su un un team che potrebbe far invidia per coesione ed affiatamento, si respira entusiamo quello puro quello consolidato dall'esperienza di chi ha sotto controllo le decisioni sagge da prendere.

Mi giro intorno guardando gli occhi dei partecipanti. essere sotto il gonfiabile del Val Varaita Trail e' una grande emozione. dopo un primo tratto di asfalto, usciamo da Brossasco per iniziare la mia salita su sentiero. avrebbe dovuto iniziare a piovere piu' in alto, avrebbe ... ma non succede ed inizio a bagnarmi, la cosa non miace ma non ho alternative.

salgo col mio ritmo, gia stanco forse ancor prima di cominciare, potrei anche dare la colpa al mal di schiena della scorsa settimana, quello del post ultra del turchino che non mi ha fatto respirare per 3 giorni e mi ha coperto di aulin e muscoril o a mille altre scuse, che scuse altro non sono. e non devo aggiungere altro guardandomi allo specchio. ogni km c'è un presidio dell'organizzazione, mastodontici. al primo ristoro rifiato con un bel bicchiere di santa cocacola e poi me ne vado su un sentierone largo con pochi saliscendi in mezzo al bosco.

I profumi, si dai laciatemelo dire sono qua anche per quei profumi che si sprigionano dal sottobosco quando piove e non sono mai riuscito a descriverli perche' sono semplicie  genuini ricchi di di odori diversi che si intrecciano in maniera armoniosa. che proprio questo sia il vero modo per poterli farli assaporare da uno schermo di un pc? forse anche si.

E' un giorno di nebbia questo un giorno di nebbia che ci assale e ci fa perdere i confini e la percezione della distanza. la prima lingua di neve arriva presto, strano a vedersi, io che arrivo dal mare e che da un paio di settimane sono in pantaloncini adesso sono lo stesso in pantaloncini ma su un tratto di neve che ne incrocia un altro ed un altro ancora. camminarci sopra e' un po' irreale ed un po pazzo. Sono gia stanco mi dicono che la gara sara' accorciata di poco ma sarà accorciata, ottima scelta luca, la sicurezza prima di tutto.
Ridiscendo come se fossi in un toboga di fango ed erba circondati da bandierine che delimitano la strada da seguire. mi riporterà in giù, eh si perch si sale a fatica e spesso si scende con una facilità irreale ma spesso si scende conservativi per il rischio di farsi male è sempre li che ti guarda. la nebbia si dirada un poco e costeggiando un fiume cerco di valutare la mia condizione la mia voglia di continuare e il vero concetto che mi puo' far andare avanti o no, il cancello orario dei 18k.

sono scolo anche se ho il guscio in vetta, ho preso una scrosciata d'acqua imbarazzante, grandine e vento. i piedi sono immersi in acqua compressa dalle mie nuove newbalance 910 che sono risultate estremamente versatili e onestamente non ne ho piu'. Al diciotteso, al cambio delle staffette scopro che potrei continuare ma la nebbia che non e' piu' fuori è dentro i mie pensieri e le mie motivazioni. abbandono senza filosofia. 

Sfalciato al 18 km dopo pioggia da alluvione, una grandinata in vetta e passaggi su neve. Il mio Val Varaita lo potrei condensare cosi', ma sarebbe troppo risolutivo ed ingiusto per l'impegno di Luca, caro luca (Dalmasso ndr) non te lo meriti perchè la tua passione ed di tutta la podistica val varaita ha fatto crescere questa manifestazione anno dopo anno. il prossimo pero' col sole.

Rientro alla base dove ci sono le ragazze al caldo della palestra. un breve racconto accompagnato da una spina di birra Agricola Kauss birrificio sostenitore della manifestazione di Piasco che scopro essere il primo birrificio italiano a utilizzare la caldaia a legna per scaldare e bollire il mosto in produzione dove la legna arriva addirittura dalla pulizia dei torrenti e dagli scarti delle segherie della val varaita, grandissimi. Kauss mi propone la bionda che non si rifiuta mai, beverina e rinfrescante a tratti confortanti con le mie infradito ai piedi e i piedi cotti dall'acqua. Spina onesta senza fronzoli e con un retrogusto luppolato e agrumato. Non avevo mai bevuto nulla e ne sono rimasto sorpreso, percui mi sento di chiedervi di andare a vedere il sito e se avete occasione accattateville. http://www.kauss.it/

Io raffy e biba abbiamo soggiornato qua https://www.reloup.com/ a pochi km dalla partenza. il b&b riporta ad antichi pensieri, al centro del paese in mezzo ad una piccola valle. Palazzina indipendente e appena riarredata, spicca la semplicita' senza essere banale. Le camere in legno hanno una cura di altissimo livello veramente spaziose e molto confortevoli, utilissime a chi lo utilizza come base per escursioni e giri in bici Altissimo livello e' l'ospitalità che ci ha accolto in questi due giorni, noi genovesi e sempre mugugnoni abbiamo bisogno di essere confortati. ottima colazione e ottima crostata!
Concluso con la citazione di marco pastonesi dal suo ultimo libro spingi me se no bestemmio, l’ultimo è il più debole, fragile, vulnerabile. L’ultimo è il più generoso, solidale, umano. L'ultimo molto spesso, per puro e malinconico paradosso, è anche il primo: il primo a cedere e a mollare, il primo a staccarsi e a  distaccarsi, il primo a entrare in crisi, il primo a ritirarsi, il primo a rifare le valigie e tornare a casa. Spesso è anche il più simpatico, e non solo nel ciclismo e aggiungo io anche nel podismo.

Questo piccolo pezzo è un piccolo elogio alle maglie nere e a quelli che vedono le gare mischiando il sud col nord. Spero sempre di raccontarvi le mie storie di quando rimarrò ancora indietro, ma gioioso di averne sempre fatto parte.

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