Green Records was a porn label

Mi prendo il lusso di rispolverare e aprire vecchi cassetti della mia memoria, Giulio e' un'icona dello skate e dell'hardcore, ha prodotto 2 miei dischi e si e' arricchito alle mie spalle. ma gliel'ho perdonato perche' grazie a lui sono diventato una rockstar, questa e' la sua storia ...
 
D) - l'italia prima di Bossi e la lega era gia' divisa in due SOA a sud e Green records a nord. Tu nella green ne sei stato il fondatore, il leader maximo. aprici i cassetti piu' segreti ...

- haha Credevo fosse un intervista seria.. cosa può interessare ai tuoi lettori delle gesta di  una piccola etichetta punk hc degli anni novanta? Ho fondato la Green Records insieme ad un paio di amici verso la fine degli anni ottanta, ci serviva per autoprodurci le prime cassette dei nostri gruppi, inizialmente si chiamava "Soffitta serigrafica tapes" dal nome della soffitta dove ci trovavano a provare e stampare le tee shirts dei nostri gruppi preferiti. Poi con i proventi delle magliette e delle cassette stampammo il primo disco che fu proprio una co-produzione con la Soa che stava muovendo i primi passi in contemporanea. La prima uscita  fu una compilation chiamata "Between the clouds" da li in poi fu tutto un susseguirsi di attività, gli lp di By All means, Burning defeat, Eversor, Ivory Cage.. un sacco di concerti, tour, amicizie e avventure che in qualche modo sono arrivate fino ad oggi. Negli anni le uscite sono rallentate ma ogni tanto butto fuori ancora qualche disco, giusto per non perdere l'abitudine.

 D) avrebbe senso nel 2018 rifare it's pounding in! con una reunion dei creepshow o una 2 days of struggle?
- Non credo, It's pounding in, la two days of struggle erano espressione di un particolare momento storico non avrebbe nessun senso riproporle adesso a 25 anni di distanza. 

D) chi avresti voluto far suonare e non ci sei riuscito in quelle 2 giorni mitiche?

- Tanti gruppi che comunque abbiamo fatto suonare in altre occasioni, i Man Lifting Banner ad esempio che suonarono comunque alla Casa dei Diritti Sociali. Non ci interessava far suonare gruppi grossi o nomi famosi, ma piuttosto quelli più vicini alla scena che conoscevamo di persona.

D) corri anche tu, ti ha fatto piu' crescere l'accaci' o la corsa?

- Sicuramente l'hardcore perché l'ho incrociato in un periodo di formazione giovanile, la corsa invece  è arrivata molto più tardi, solo qualche anno fa. Se l'hc mi ha cambiato profondamente e ha condizionato la mia vita di adulto, diciamo che la corsa ha avuto più un effetto terapeutico.  Forse se avessi iniziato a correre prima le cose sarebbero andate diversamente, ma da giovane non ero molto attirato dallo sport, anzi proprio per niente, a parte lo skateboarding che era la mia passione. Ora che ci penso però la mia prima gara di corsa l'ho fatta proprio in pieno periodo hardcore, si trattò di una marcia scolastica alla quale il nostro professore di ginnastica (un fascistone meridionale le cui gesta andrebbero narrate in un capitolo a parte), ci aveva costretti ad iscriverci in massa sotto minaccia. La notte prima ero stato all'isola del Cantiere a Bologna a vedere non ricordo che concerto ed ero tornato rovinato come sempre con il famoso treno delle 3,45 che ti sbarcava in stazione bello fresco verso le sei del mattino, vado a casa mi butto a letto, ma ho questo pensiero della corsa che mi ronza in testa.. vado non vado, ma si ci vado. Il professore di ginnastica quando mi vede arrivare poco ci manca che si metta a piangere, mi abbraccia: solo l'unico presente di tutto l'istituto. Corro all'impazzata con il cuore in gola e con un abbigliamento che ora farebbe ridere: Converse alte, tuta da ginnastica e camicia a scacchi. Fatto sta che a fine corsa  ricevo pure  una valanga di premi: per il piazzamento, come  rappresentante del gruppo più numeroso, primo della scuola etc., il prof naturalmente requisisce tutto dicendo che i premi vanno alla scuola, mi lascia una coppa con cui il giorno dopo faccio un ingresso trionfale a scuola, ma che subito dopo mi viene sequestrata dallo stesso. Ecco a parte questo exploit di cui mi hai fatto ricordare ora la corsa non è mai stata presente nella mia vita quindi la risposta è sicuramente l'hc.

D) i 5 dischi che ascolti in una morning routine
- Fugazi s/t (waiting room) 12"
- Agnostic Front "Victim in pain"
- Bad Brains "Rock for light"
- Uniform Choice "Straight and alert"
- Minor Threat discography

D)  aiuta la tua scena e' stato il motto per eccellenza di quegli anni, cosa e' mancato per far diventare la scena italiana unica nel suo genere?
Io credo sia stata comunque unica, ancora oggi c'è gente in tutto il mondo  che considera i gruppi italiani tra i  migliori mai esistiti.

D) fra una tavola da skate, un paio di scarpe da trail running e vedere il Doria a marassi cosa sceglieresti?

Con lo skate ho chiuso qualche anno fa, diciamo da quando ho iniziato a correre un pò più spesso. Vedere la Sampdoria è sempre una tra le cose più belle che ci siano, però la corsa e il trail running negli ultimi anni mi hanno coinvolto più di ogni altra cosa, potrebbe essere che venga a Genova per farmi una corsa e non vada nemmeno a vedere la partita, cosa che qualche anno fa mi sarebbe sembrata una pazzia, eppure..

D)  e' ancora un atto rivoluzionario produrre un disco e poi uscire a correre?

Produrre un disco oggi direi  proprio di no.. poteva esserlo anni fa quando il mercato discografico era appannaggio delle grosse case discografiche e autoprodursi  poteva essere un gesto di ribellione contro il mercato, ma oggi con l'avvento del digitale e della tecnologia tutti possono stamparsi un disco, caricare dei file audio su internet, riprodurre la propria musica in maniera più o meno indipendente, non è più un gesto eccentrico ma anzi è diventato piuttosto  la norma. La corsa invece dipende un pò come la si vive, può essere un attività molto istituzionale e socialmente accettata  forse alla mia età potrebbe essere vissuta  come un piccolo gesto di ribellione personale verso chi ti vedrebbe già la sera in divano davanti alla tv con una birra in mano, e non in giro con una pila frontale per i boschi. Ma non molto di più.  Ho una visione un pò mia della corsa che non so quanto si addica al mondo dello sport e dei trail, anche se frequento le gare più di ogni altra cosa amo molto correre per conto mio. Non mi sono mai visto o tantomeno sentito uno sportivo, un runner, un trailer.. quando corro per i  sentieri o per le montagne mi sento più simile al disertore, al contadino, al contrabbandiere, al pastore, al partigiano, a tutte quelle generazioni  che hanno solcato quelle mulattiere prima di me non per svago ma per bisogno. Non so se ho risposto alla tua domanda in maniera corretta, era importante?  ti ringrazio per l'intervista, speriamo di correre assieme presto, un abbraccio!
 
 

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