URMA porn'zine


Intanto grazie perché è la seconda volta in vita mia che ricevo un’intervista. Di solito sono sempre io a farne, non capita spesso che mi chiedano cosa penso di qualcosa, quindi voglio sfruttare questa opportunità.

maronna alli punx avrebbe detto mia nonna, che non c'e' piu' e li punx manco sapeva cosa sono. e allora ci voglio io a spiegarle, ci fosse, che non sono marci ed imbecilli ma che corrono anche oltre i 42 km e spiccioli ..

essere punk non significa avere creste o un particolare comportamento, riguarda più l’attitudine con cui fai le cose. L’abbigliamento, i luoghi comuni, quelle sono trovate commerciali per vendere i dischi pop punk, i jeans strappati e altre stronzate.

- paco e URMA cartacea: perché' il punk incontra le ultra

non ricordo di preciso come nasce il nome Unghie Rotte Mani Aperte. Credo che fosse semplicemente quello che vedevo il giorno in cui ho iniziato a scrivere il blog.
Il punk fa parte della mia vita ogni giorno. Ma non solo per il fatto che ascolto un sacco di musica, quanto più come attitudine. Un giorno il mio amico Olly mi ha detto di “trovare un modo punk di fare le cose” e quella cosa mi ha aperto un mondo. Indipendentemente da come fai qualcosa devi farla con la tua attitudine. Se osservi in faccia le persone al mattino in metro o quasi da qualsiasi altra parte vedi biglie nere negli occhi, sono morti viventi. Lo siamo perché ci fanno diventare così e un po’ perché lo scegliamo. Accettiamo i valori imposti dalla società senza chiederci se siano giusti o no, e non è un luogo comune credo. Spiegami come cazzo è possibile che tutti vogliono le stesse cose, che puoi comprarti ogni cosa coi soldi e che coi soldi le persone possono renderne schiave delle altre. Il tempo della tua vita è corrisposto in soldi. È tempo della tua vita che nessuno ti restituirà mai indietro. Abbiamo mucchi di cose a cui attribuiamo un sacco di valore.  Tutti facciamo cose nella nostra giornata. Ma per quante di queste siamo felici di svegliarci?
io non ho figli, non ho una ragazza e passo gran parte del mio tempo da solo. Cosa dovrebbe rimanermi?
spendo gran parte del tempo libero che ho correndo. L’ultrarunning mi piace perché non è uno sport. non è un gioco. Non ci sono regole imbecilli come gli sport che ci insegnano alle scuole. Tutte quelle stronzate sul fatto che gli sport di squadra sono più importanti degli altri. Non hai un capitano che ti dà ordini. Non è uno sport spettacolare in cui una giuria ti vota per le capriole che fai. Non hai orari da rispettare, biglietti da pagare o struttura da usare. Non devono costruire stadi. Non hai bisogno di una squadra ed è tuo tutto ciò che viene. Nella realtà non c’è un cazzo come nei video di Kilian fatti per vendere calzini e magliette alle persone. Non ci sono tutti quei luoghi comuni pieni di poesia e  soprattutto non c’è la lotta dell’uomo contro la natura, le imprese epiche, tutte quelle stronzate per gonfiare l’ego di chi ha più portafoglio che cervello. Sei tu che corri e altri disadattati che corrono, se sei in gara. Non c’è un cazzo di spettacolare. È questo che mi piace. è anarchia pura, è un processo che avviene prima di tutto come ridimensionamento di te stesso. Tutti soffrono nelle 100 miglia. È anarchia pura, nessuno può dirti quanto puoi soffire, quanto puoi correre o quando ti devi fermare.
 - e perché' in maniera cartacea.. old school
Quando hanno inventato il computer hanno detto che avrebbe semplificato la nostra vita. Bè, posso assicurarti che mio padre non spediva 200 lettere al giorno. Non ne spediva mentre guidava, mentre era a cena con la morosa o i figli  e mentre era seduto sul cesso. Non dico che sono contrario alla tecnologia, è una cosa che anche se ti sta sul cazzo ci devi fare i conti. Trovare un’attitudine punk di fare le cose, quello si però. Per me significa per una volta prendersi tempo di fare le cose con passione. Sfogliare la carta. Andare a rileggerla. Trattarla con cura perché è fragile. Riuscire ad averne una copia se la vuoi sul serio. Non basta pagare e ricevere, io non ci guadagno nulla, anzi ci perdo solo soldi con questa cosa di URMA. Spedisco la fanzine a casa di chi voglio a mie spese ed è tutto gratis. Se un giorno qualcuno mi offrirà molti soldi per una copia gli dirò ok. Poi i soldi guadagnati li investirò per un grande evento in cui nessuno deve pagare nulla. Ovviamente al tizio gli spedirei indietro una copia di Men’s Healt. Dai stronzo, non penserai sul serio che sia così facile comprarmi?
L’unico metodo di pagamento per il merch (produco berretti, borsine etc con la serigrafia Frammenti di Trento (in cui Olli è fondatore) per ripagarmi un po’ di spese di spedizione, colla, pennarelli e fotocopie – è mettere dei soldi in una lettera e spedirmela. Mi piace perché le persone non hanno problemi a spendere soldi per entrare nella lotteria di una gara o a scrivere mail, ma a confronto con una lettera bianca diventano molto fragili.
Quando scrivi a penna è tutto diverso.
La carta ha il potere di rendere i nostri pensieri più sinceri e di renderci più nudi, più reali.
Tutte le persone sono perfette nelle foto su instagram e nei loro pensieri profondi ciuccialike. Ma quante persone hanno qualcosa da dire e avrebbero le palle di scriverle? Quanti loro pensieri avrebbero senso su carta? La tecnologia ha prodotto una memoria liquida che non resta. Noi siamo abituati a scrollare col mause e non soffermarci su niente. Nonostante tutto leggere delle cose che per te hanno un peso su carta richiede impegno.
URMA è su carta perché mi piace pensare che le persone diano un peso alle cose. 


 
- le 'zine mi hanno sempre fatto l'effetto di quando ho messo sul piatto start today dei gorilla bisquits, una figata lo è anche per te?
Ovvio. E ti dirò. Tornare a casa e ricevere una lettera da qualcuno con cui magari non ti sentivi da tempo è ogni volta una emozione bellissima. È una specie di bacio inaspettato. Oltretutto mi arrivano indietro disegni, pettorali usati, cose cartoline e splendide lettere. È bello, è inaspettato.

-  i 5 dischi che hai portato alla bear 100
queste
-          Indian Summer – Science
la canzone Angry Son è uno dei motivi per cui ho scelto la Bear.
-          Raein - Ah, As If...
loro  ci sono sempre
-          Rainer Maria - Catastrophe Keeps Us Together
non li ascolto molto, ma ho il ricordo di Southpawn ascoltata mentre ero in bus con la faccia appoggiata sul finestrino
-          Fine Before you Came – Sfortuna
mi piace ogni traccia di questo disco. Quando sono all’estero mi capita di ascoltarli molto edi cantare i pezzi (sono in italiano)
-          Merchant Ships- Omonimo
ricordo di aver ascoltato l’intero album in salita, dopo le prima 50 miglia.


- la band che non hai visto live e che vorresti vedere alla urma 50k?
Ci sono un casino di band che mi mancano e che vorrei vedere. Ma aspetta, posso sparare un nome qualsiasi cioè anche irreale?
Forse ti direi i …Who Calls so Loud? A loro ho spedito delle lettere ma non penso gli siano mai arrivate.
O almeno, non mi hanno mai risposto. Tra l’altro credo si siano sciolti. Sennò i Portraits of Past.

sennò penso i City of Caterpillar, anche se li ho visti dal vivo quest’anno per la prima volta in vita mia. Mi fanno tremare le gambe come una ballerina. Sono un gruppo assurdo cazzo.
Alla URMA 50km comunque ci saranno band molto fighe. Ti dico già che hanno confermato la loro presenza gli Havah, gruppo di Camorani (La Quiete, Raein giusto per dire) e di altri simpaticissimi amici (membri dei Riviera e altri gruppi fighissimi).
Sarà memorabile.

- essere straight edge e coach ultra runner e' ancora una roba compatibile?
Coach Grazielli una birretta ogni tanto se la beve, lui è stato straight per credo 10 anni. Ma credo di si, sia compatibile. Io ogni tanto bevo, ma ti dico, sospetto che la birra mi faccia schifo. E anche tutta la storia che se ti demolisci di droghe e alcool sei figo mi fa vomitare. Vivo in una Valle adesso, e l’alcool è considerata una cosa figa, accettata dalle persone e dai vecchi. Solo perché è una droga legale. E perché ci hanno ricamato su le Aziende rendendo il farsi venire la cirrosi al bar una cosa figa da giovani e poetica da vecchi. Per me se vuoi sfondarti perché ti piace, fallo. Ma non cagare il cazzo se non mi va. È la stessa cosa di chi mangia la carne. Spaccano le palle dicendo che i veg sono intolleranti, ma probabilmente non ne capiscono un cazzo perché se non hanno l’empatia di capire che mangiare un animale è oggettivamente una merda, forse non ce l’hanno per capire che forse è il caso di non rovinarti ogni pasto con le loro teorie ridicole. È come se qualcuno OGNI volta che butti un rifiuto in un cestino ti dice che dovresti invece buttarlo per terra.  Io ho cose che mi rendono più felice che sfondarmi ogni sabato sera di alcool da quando ho 14 anni. Ma è un punto di vista come un altro.



- i francobolli li rubi alla sportiva o li hai ricomprati coi proventi dei berretti?
Ahahha. È un argomento spinoso, proverò a rispondere, vediamo se a parole riesco.
Premettendo che non ricopro nessuna carica di rilievo, e quindi questa domanda è piuttosto inutile.
Ad ogni modo, nella mia vita ho scelto di chiudere ermeticamente il lavoro in una parte definita di essa. Mi spiego meglio.
Io ho la fortuna/sfortuna di lavorare da anni nel settore che è anche la mia passione. Fortuna per ovvi motivi che tutti immaginano. Sfortuna perché, se io fossi un ultras e lanciassi le bombe allo stadio perché mi va, nella mia vita privata, sarebbero cazzi miei e nessuno lo saprebbe. Nel mio caso invece le persone non riescono a capire il confine fra il lavoro e la vita privata. Quindi ti senti costantemente osservato, sempre sotto pressione e le persone non vedono l’ora di giudicarti o di peggio, farti del male in qualche modo. Non sono io a vivermela così, sono le persone ad essere malate e a sentirti autorizzarti a farsi i cazzi tuoi. Ti faccio un esempio.
un mentecatto, non so per sua fortuna chi sia, mi ha sputtanato al lavoro col mio capo per il mio blog. In un articolo dicevo che non sarei voluto essere in fiera a far caffè, ma negli States a far da pacer ad uno dei miei migliori amici, Davide. 
Ora, qualsiasi persona con un cervello e una propria vita riuscirebbe a realizzare che fra vita privata e vita lavorativa c’è una differenza. Che ci sono cose che dovrebbero e per me grazie a dio vanno oltre il lavoro, a prescindere. Io sono una persona sola, ma ho un pugno di persone a cui tengo e per cui darei ogni cosa. Per me l’amicizia è importante.  Dal mio punto di vista non era ovviamente una voglia di sputtanare il mio luogo di lavoro, ma semmai una ammissione sincera di amicizia e di mio personale egoismo nel voler essere altrove. Credo che qualsiasi persona potrebbe capirlo. Ma sappiamo tutti che la realtà non è così. le persone che non hanno una vita soddisfacente sono abituate ad identificarsi con ciò che fanno di mestiere. Ti chiedo, conosci qualche sbirro che non sia un bastardo anche a casa? O qualche militare che nella vita privata sia una persona ragionevole? La verità è che le persone sono talmente disabituate ad avere una propria vita e delle proprie idee che dovrebbero diventare delle suore/preti. Dio ti ha detto che fare l’amore è sbagliato, tu passi la vita senza farlo senza chiedertene il motivo. E le persone magari ti dicono pure bravo o ti ammirano.
 
Io ho scelto che il lavoro è una parte della mia vita. Mi vesto e ci vado, provo a fare il tutto al meglio delle mie possibilità. Mi impegno, ma sul serio. Provo ad essere il miglior professionista che riesco. Poi chiudo la porta, torno a casa, mollo l’uniforme e sono paco, quello che gli amici conoscono. Non è giusto o sbagliato, è il mio modo di sopravvivere. Ognuno ha i suoi limiti, le sue incoerenze. Non potrei mai lavorare come sbirro picchiando la gente alle manifestazioni, ma allo stesso tempo riconosco che è un bene avere un lavoro. Ognuno deve capire quale sia il proprio limite. Ne parlavo con Davide qualche giorno fa, e mi sono sorpreso nel vederla più o meno come lui.
Se mi chiedi una cosa che mi dà fastidio al lavoro ti rispondo in modo professionale e cerco di non mostrare ciò che penso. Se me lo chiedi fuori forse ti tiro un cazzotto in bocca.
è così a prescindere dall’azienda per la quale lavoro. Sarei così anche se facessi il benzinaio o il fruttivendolo.
Io sono paco, e ora parli con me.
ah, no i francobolli me li compro, come tutto il resto, perché mi da più soddisfazione. Un giorno però il mio socio Giulio in un’altra azienda in cui lavoravo, mi ha fatto delle fotocopie gratis. È stato un gesto spontaneo e molto bello e non lo dimenticherò mai. È bello sapere di aver gente così attorno.

- e ancora un atto rivoluzionario ritagliare incollare esprimere e poi correre?
Esprimersi è rivoluzione in questo esatta epoca e luogo in cui viviamo. Magari in un altro posto lo è di più fare altre cose, dipende dalla società in cui vivi. Correre è rivoluzione. Se non per gli altri, lo è per te stesso. Quando hai sulle gambe dieci ore di corsa tutto cambia. Dentro di te di sicuro.
ciao Paco

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